GIUSTIZIA E' STATA FATTA CONDANNATI I RESPONSABILI DELL'INQUINAMENTO DA PFAS

 


La storica sentenza del Consiglio di Stato in merito all'inquinamento da PFAS del sito ex Miteni di Trissino è stata pubblicata il 27 maggio 2026.                             
 Il verdetto di secondo grado ha respinto definitivamente gli appelli presentati dalle multinazionali coinvolte, confermando in toto la precedente decisione del TAR Veneto (sentenza n. 896 del 6 maggio 2024) e convalidando gli atti della Provincia di Vicenza

Ecco una carrellata di opinioni dopo la sentenza 

ISDE - Associazione Medici per l'Ambiente LANCIA UN COMUNICATO

Giustizia è fatta!

Dopo anni di lotta, arrivano le condanne per i responsabili dell'inquinamento da PFAS in Veneto. Una vittoria storica per la salute, l'ambiente e le comunità contaminate.

ISDE – Medici per l’Ambiente ha svolto un ruolo determinante come parte civile nel processo. Grazie al lavoro instancabile dei nostri medici – tra cui il Dott. Vincenzo Cordiano, il Dott. Francesco Bertola ( ISDE Vicenza), il Dott. Edoardo Bai e la Dott.ssa Vitalia Murgia – siamo riusciti a portare in aula la voce della scienza e dei cittadini.

Dai primi studi scientifici sugli effetti dei #PFAS alla mobilitazione sui territori, passando per le denunce, i dossier e il sostegno legale, il contributo di ISDE è stato fondamentale.

Continueremo a batterci per la bonifica dei territori contaminati, per la tutela della salute pubblica e per l’eliminazione di queste sostanze pericolose dall’ambiente e dalla filiera produttiva.

*    Leggi il nostro comunicato completo

*     https://www.isdenews.it/condannati-i-responsabili-dellinquinamento-da-pfas-in-veneto-isde-giustizia-e-stata-fatta-grazie-anche-al-lavoro-instancabile-dei-nostri-medici/?fbclid=IwY2xjawSNJUFleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETBEVWRSWGNTZ

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APPROFONDIMENTI 

TvA Vicenza

MITENI: MULTINAZIONALI RESPONSABILI, DOVRANNO BONIFICARE

Il presidente della provincia Andrea Nardin si spinge a definirla una sentenza storica, certamente ora ci sono dei soggetti sicuramente dotati di mezzi economici ai quali imporre la bonifica del sito inquinato della Miteni di Trissino.

Lo ha stabilito il consiglio di stato, e in precedenza nel 2024 lo aveva fatto il tribunale amministrativo regionale. In entrambi i casi i provvedimenti della Provincia che individuavano i responsabili dell’inquinamento e imponevano loro la bonifica erano stati impugnati da Mitsubishi, Eni Rewind, e dal gruppo Ici, intervenuti si nel percorso di messa in sicurezza e di bonifica, ma sempre dichiarandosi non responsabili. Ora è il consiglio di stato a mettere una pietra tombale sul caso, che si aggiunge alle condanne in sede penale per i manager delle multinazionali ancora soltanto in primo grado.

Ora, quindi, le multinazionali dovranno bonificare in quanto responsabili dell’inquinamento e la provincia avrà in mano lo strumento della denuncia per omessa bonifica qualora dovessero tirarsi indietro. Ora il percorso è più chiaro

È ancora pendente davanti al consiglio di stato il ricorso presentato invece da “Manifattura Lane Gaetano Marzotto” che la provincia ha individuato fra i responsabili. Anche quel ricorso era stato respinto al Tar, ma la decisione di secondo grado deve ancora essere emessa. 


Il Consiglio di Stato ha recentemente confermato un principio molto forte in materia ambientale: chi ha causato l’inquinamento da PFAS è tenuto a sostenere i costi della bonifica, secondo il principio europeo e italiano del “chi inquina paga”.
Nel caso dell’ex stabilimento Miteni di Trissino, i giudici hanno respinto i ricorsi delle società coinvolte e hanno confermato la responsabilità di Mitsubishi Corporation, Eni Rewind e del gruppo International Chemical Investors Group per la contaminazione da PFAS. Di conseguenza, queste aziende devono partecipare e finanziare gli interventi di bonifica e messa in sicurezza dell’area contaminata.
La decisione è considerata rilevante perché:
* conferma la validità delle ordinanze della Provincia di Vicenza;
* rafforza il principio che gli obblighi di bonifica restano in capo ai responsabili della contaminazione;
* chiarisce che accordi privati o passaggi di proprietà non eliminano la responsabilità verso la pubblica amministrazione.
In altre sentenze del 2026, il Consiglio di Stato ha inoltre ribadito che, per individuare il responsabile dell’inquinamento, può essere sufficiente il criterio del “più probabile che non”, senza richiedere una certezza assoluta del nesso causale.
Si tratta di un passaggio giuridico importante per una delle più grandi contaminazioni da PFAS in Europa, che ha interessato vaste aree delle province di Vicenza, Verona e Padova.
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GDV  Miteni «ora parta la bonifica». Svolta storica del Consiglio di Stato: «Chi inquina paga»


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GUARDA (AVS), “STORICA SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SU EX MITENI, CHI HA INQUINATO PAGHI”


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VEZ

Pfas, Consiglio di Stato: responsabili inquinamento ex Miteni sono Mitsubishi, Eni Rewind e gruppo Ici


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NUOVA ECOLOGIA 
Pfas, il Consiglio di Stato dà ragione a Provincia Vicenza su aziende responsabili caso Miteni


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